LA
RESPONSABILITA’ CIVILE:
1.
Introduzione
La responsabilità civile aziendale rappresenta una delle polizze
più complicate da costruire per una serie di motivi. Da un lato la
limitatezza dei massimali prestati dalle compagnie di assicurazione che
faticano a mantenere sotto controllo le perdite di un ramo spesso in rosso;
dall'altro una serie di clausole limitative e di sottolimiti penalizzanti che
non aiutano gli imprenditori a dormire sonni tranquilli. A complicare ancora di
più il lavoro degli intermediari e del consulenti, una scarsa conoscenza
delle problematiche connesse alla responsabilità civile da parte di
imprenditori convinti di essere tranquilli avendo già pagato la polizza
Inail, senza conoscere le pericolose insidie della rivalsa. Con gli accordi di
Basilea 2 una certa attenzione dovrà essere prestata all'assicurazione
di responsabilità civile terzi e operai (RCTO), senza contare che le
aziende produttive che fabbricano direttamente prodotti finiti e/o componenti
di prodotto, devono tutelarsi anche per la responsabilità civile
derivante da prodotto difettoso (RC Prodotti). Qui di seguito prospettiamo una
analisi tecnica e di risk management
per la gestione dei rischi da RCTO (alla RC Prodotti dedicheremo articoli
futuri) delle Pmi.
2. RCTO: le insidie di sottolimiti e clausole restrittive
A volte basta una parola per cambiare il senso di una clausola in un contratto
di assicurazione. Il linguaggio giuridico con cui vengono formulate le polizze
non è semplice ed è importante fare grande attenzione. Il
massimale di responsabilità civile a volte è elevato e sembra
fornire adeguate garanzie, ma le insidie sono dietro l'angolo. In primis il
massimale RC è espresso nella sua validità per sinistro oppure
per sinistro e anno assicurativo? Si tratta di una differenza non da poco, in
grado di determinare le sorti di un'azienda. Quanto ai sottolimiti, il
campionario è vasto. Danni a cose in consegna o custodia, danni da
interruzione o sospensione di attività di terzi, malattie professionali,
danni a veicoli in sosta, cessione di lavoro in subappalto, danni da fuoco, e,
per vedere il solo settore edile, danni a condutture e cavi sotterranei, danni
da cedimento o franamento del terreno, furti agevolati da ponteggi, danni da
bagnamento, garanzia postuma per lavori di installazione o posa in opera, ecc.
Queste clausole vengono solitamente prestate con dei limiti standard, spesso
inaccettabili. Le compagnie di solito non mollano di un centimetro su questi
limiti, anche se un buon lavoro da parte di consulenti e agenti di
assicurazione può aiutare ad elevare la portata delle garanzie. Quello
che, dal punto di vista tecnico, occorre far presente all'impresa è che
questi limiti esistono e che l'impresa deve avere coscienza di questa
esistenza. Il trasferimento del rischio quindi, in alcuni frangenti, diventa
parziale. La compagnia di assicurazioni arriva fino a un tetto massimo, al di
sopra del qualche sborsa l'azienda.
3. La scelta dei massimali e le opzioni franchigie
Che massimale si può considerare adeguato a una data realtà
aziendale? Teoricamente l'unico massimale in grado di garantire un'impresa
è il massimale illimitato. Si tratta di una prestazione non più
garantibile dalle compagnie che lo hanno ritirato dal mercato dopo i drammatici
attentati dell'11 settembre 2001. Il massimale illimitato era comunque riferito
solo alla RC auto e non riguardava le coperture da RC aziendale. Che massimale
proporre allora? Il bravo consulente ha una sola risposta, il massimale
più alto possibile sia per l'RCT che per l'RCO. Il perché, in
termini spiccioli lo si capisce osservando le entità dei sinistri da
responsabilità civile che colpiscono cose (si pensi per esempio ai danni
da fermo attività) e persone (basta consultare sentenze e tabelle dei
tribunali per capire quanto "costano" un morto o un invalido).
Dal punto di vista del risk management, si potrebbe
sperimentare la soluzione dell'aumento della franchigia frontale per contenere
i costi di polizza. Una scelta imprenditoriale e tecnica affidabile se la
gestione manageriale guarda con preoccupazione ai sinistri importanti o
catastrofici. Le compagnie sono felici di poter abbattere i costi di polizza a
fronte di una più elevata partecipazione al rischio dell'impresa. La
franchigia si può tecnicamente calibrare sullo storico dei sinistri.
Un'azienda sana che, per esempio, in dieci anni abbia avuto due sinistri da
importi inferiori ai 1.000 euro potrebbe, teoricamente, supportare una
franchigia frontale di 2.500 - 5.000, anche 10.000 euro. Certo la franchigia
frontale è inutile per quelle imprese che pretendano la copertura dei
sinistri a partire dal primo euro. Si tratta di due filosofie diverse. Cui
comunque il mercato assicurativo può dare risposta.
4. Attenzione ai lavori presso terzi
Le ditte che effettuano lavori presso terzi, come aziende edili e di montaggio,
devono fare ancora più attenzione alle clausole restrittive. Facciamo
qualche esempio.
La clausola lavori presso terzi ad esempio, impone pesanti limitazioni per
danni che derivino da incendio delle cose dell'assicurato o da lui detenute
(strumentazioni da cantiere, fiamme ossidriche, ecc.).
Lo stesso la clausole danni a condutture e/o impianti sotterranei pericolosa,
specie per le aziende che effettuano scavi, per il danno diretto (danno
materiale alla conduttura o all'impianto) e per il danno indiretto (fuoriuscita
d'acqua, interruzione di attività o di servizio).
Attenzione alla clausola danni da interruzione di attività di terzi.
Paga l'interruzione di servizio? Con che limiti viene prestata? Nei cantieri
prestare attenzione inoltre alla dicitura danni a cose che per volume e peso
non possono essere spostate. Questo potrebbe creare non pochi problemi nel caso
di cantieri con diversi subappaltatori o ditte esterne che vi lavorano.
5. Verso Basilea 2
In chiave Basilea 2, per adeguare la polizza agli standard richiesti, appare
fondamentale un attento studio delle garanzie, una chiara esplicazione delle
franchigie e dei sottolimiti di garanzia, che vanno calibrati sulle reali
esigenze dell'azienda e la costruzione di una polizza adeguata nei massimali e
nelle franchigie, capace di inglobare, tra le altre cose, le formulazioni di
garanzia che includano le nuove tipologie di contratti di lavoro. Un lavoro da
professionisti che potrebbe operare selezione sul mercato assicurativo,
evidenziando, nel contempo, l'importanza della partnership con consulenti
industriali e risk manager.
Per Info, Consulenza e Assistenza Gratuita scrivete a: franchisinginfortunistica@gmail.com